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Nicola Gagliardi - Giovedi 12 Gennaio 2017 - 12:16:54

Guadagna e pentiti

 

A quanti di voi è capitato di chiudere una posizione in profitto per poi vedere il prezzo che avrebbe pagato 2 e molto spesso anche 3 volte quello che abbiamo portato a casa? A me tantissime volte, specialmente all’inizio della mia attività. Ricordo ancora che mi saliva una rabbia proveniente da dentro, dal profondo, e più il prezzo andava a favore del trade ormai chiuso… più mi arrabbiavo pensando ai “mancati guadagni” dell’operazione chiusa. Qualche volta poi, quando ero particolarmente nervoso, addirittura rientravo a mercato (cosa sbagliatissima)  e a questo punto indovinate un po’? Riuscivo a prendere massimi o minimi al Pip! … eh già immediatamente dopo il mio ingresso il mercato invertiva, rosicandomi anche il gain che avevo fatto con l’operazione portata a casa in profitto! Vi è mai capitato? Vi suona familiare quello che ho appena raccontato? Sono sicuro che almeno una volta sia capitato a chiunque!

Se ripenso a quei momenti mi viene da sorridere, soprattutto pensando a quante arrabbiature gratuite mi sarei potuto evitare, per non parlare dei soldi restituiti al mercato. Uso il termine restituiti non a caso: spesso sento dire frasi del tipo “il mercato si è ripreso tutto”, “il mercato mi ha fregato…”! No! No! …e poi NO! Siamo stati NOI ad aver restituito al mercato ciò che abbiamo guadagnato, non il contrario!

Si dice “guadagna e pentiti” anche se in realtà si dovrebbe guadagnare e basta. Come discusso in un mio precedente articolo è fondamentale che ciascuno di noi abbia un piano di trading con chiare regole di ingresso, ma soprattutto di uscita. Di conseguenza non ci si deve pentire o sentire in colpa se l’uscita è comandata dal piano di trading perché si ha semplicemente fatto il proprio dovere, avete obbedito al piano! Ovvio capita spesso che il mercato prosegua nella nostra direzione, pazienza! Quante volte succede  però che dopo il nostro take profit il mercato inverta? Altrettanto spesso! Il trading è statistica, sappiamo che se utilizziamo una strategia con un buon tasso di vincita, nel lungo periodo, facendo sempre le stesse cose, saremo profittevoli. Che importa quindi il risultato del singolo trade? Che importa se dopo aver chiuso il mercato continua nella nostra direzione? Quello che importa è che ora abbiamo portato a casa un profitto, dopodiché il mercato può fare quello che vuole!

Se invece l’uscita in guadagno dal nostro trade è dettata dalla “pancia” e non dal piano di trading, allora il discorso cambia: dovete pentirvi, eccome! Per quale motivo avete chiuso? Avidità? Paura di perdere quel poco di profitto che intanto si è accumulato? O cosa? Vi faccio un’altra domanda: perché le posizioni in perdita si lasciano correre fino alla fine? In molti casi anche di più per quei traders che non usano o spostano lo stop loss? Perché non si chiude (analogamente al profit) quando il trade inizia ad accumulare del loss? Probabilmente perché il vostro piano di trading vi impone di mettere uno stop loss e di rispettarlo.

Vi invito quindi a svolgere un semplice esercizio: per un mese provate a non inventarvi nulla, a non prendere iniziative e seguire solamente il vostro piano (se non ne avete uno createlo indicando criterio di ingresso e di uscita, sia in profit che in loss). Sono sicuro che ne uscirete vincitori e ricordate, dopo che avete chiuso la VOSTRA operazione, il mercato può fare quello che vuole!

Un saluto e buon trading.

Nicola

Nicola Gagliardi - Mercoledi 14 Dicembre 2016 - 16:53:35

Agire o reagire

I traders di successo agiscono di fronte alle condizioni di mecato e non reagiscono. Questo vuol dire che una volta riconosciuto il proprio setup occorre inserire l’ordine prima che il mercato si muova, invece di attenderne una conferma. Agire vuol dire vivere il mercato e vi faccio subito un esempio pratico: nei webinar settimanali che tengo, e chi mi segue lo sa, traccio i livelli chiave e indico chiaramente dove mi aspetto un segnale e di che tipo.. se quel segnale arriva, e se arriva proprio li dove me lo aspettavo, allora metto l’ordine ad occhi chiusi, senza attendere conferme di nessun tipo… è questo che intendo per anticipare il mercato (e non effettuare azzardi, sia chiaro!). L’autore Mark Douglas in Trading in the Zone dice che il risultato di una qualunque decisione operativa basata su un determinato setup grafico ha sempre e comunque una componente casuale. Questo vuol dire che anche se ci trovassimo di fronte al setup più bello del mondo non abbiamo nessuna certezza matematica della sua riuscita.. quindi il problema non è il mercato, ma il trader! Statisticamente parlando noi dobbiamo tradare tutti i setup (validi ovviamente) che il mercato ci presenta e gestire correttamente il money management senza saltarne alcuno, altrimenti rischieremo di tradare i setup che ricadono nelle 3 volte su 10 che falliscono e tralasciare quelli validi. L’utilizzo di un corretto rapporto risk reward, farà il resto.

Vediamo ora un paio di esempi di come l’esitazione, generata da paura o avidità, possa ostacolare un trader ad arrivare a guadagnare costantemente.

Esempio 1: mancare un’opportunità

Abbiamo identificato un’ottima occasione di acquisto su un supporto, ne stabiliamo correttamente il rischio calcolandoci la size di ingresso e a questo punto subentra l’esitazione e l’operazione non viene inserita a mercato.  Perchè? Per paura di perdere? Mancanza di fiducia nelle proprie capacità? Intanto il mercato parte nella direzione che avevamo previsto e a questo punto scattano mille meccanismi mentali del tipo “Sapevo che avrei dovuto farla!” o cose del genere ed il nostro capitale psicologico diminuisce al punto di ripetere lo stesso identico errore all’occasione successiva o peggio ancora di buttarci a mercato per ripicca! E’ anche per questi motivi che bisogna avere un piano di trading e seguirlo alla lettera. Plan your trade and trade your plan.

Esempio 2: chiudere una posizione in profitto

Abbiamo la nostra bella posizione in pofitto ma qualcosa sta cambiando, il momentum sta diminuendo oppure siamo in prossimità di una news importante. Un trader che agisce avrebbe ringraziato il mercato e preso profitto, uno che reagisce avrebbe esitato, questa volta per avidità, per “vedere che cosa succederà” o per il desiderio di realizzare ulteriori profitti. Nella migliore delle ipotesi se ne uscirebbe con un guadagno inferiore, nel caso peggiore con una perdita!

Concludento, bisogna sempre avere un piano di trading e seguirlo sempre senza esitazioni perchè si sa che nel trading non esistono certezze ma noi, come traders, dobbiamo vivere il mercato in maniera attiva.

Nicola

Nicola Gagliardi - Sabato 3 Dicembre 2016 - 11:52:32

Trading Routine

Nell’articolo di oggi vorrei spiegarvi quanto possa essere importante nel trading avere una routine con cui svolgiamo questo lavoro. E’ importante infatti essere metodici e ripetere giorno dopo giorno le stesse cose, come ad esempio le analisi serali quando si opera con i grafici daily, l’identificazione del nostro pattern di ingresso, il posizionamento dell’eventuale ordine, tracciare livelli chiave dove possiamo aspettarci un segnale e via dicendo…ripetere sempre le stesse cose.
Dovete sapere che il trading è statistica, di conseguenza il ripetere sempre lo stesso attegiamento, nel lungo periodo ci porta a godere del vantaggio statistico proprio della nostra strategia di trading, non importa se per un qualche sfortunato motivo si prendono una serie di loss perchè con il giusto rischio per trade e il ripetere sempre le stesse cose (stessi metodi di ingresso, stessi metodi di uscita), la statistica viene a nostro favore facendoci riempire il drawdown generato dalla stringa negativa di operazioni e continuare ad accrescere la nostra equity line.
Fermiamoci a riflettere su questo punto: ogni giorno banche, istituzioni, retail effettuano sempre le stesse cose ripetutamente al fine di guadagnare, ciascuno con i propri criteri di ingresso. Tutto questo si traduce in pettern grafici che tutti vediamo e tradiamo e che si ripetono con affidabilità statistica. Proprio per questo motivo quindi dobbiamo imparare a trarre vantaggio da ciò.
Quanti di voi sono stati cosi costanti da utilizzare un metodo di trading continuativamente per un anno intero? Vedete, il problema è proprio questo… purtroppo la risposta la conoscete anche voi: il 10%, solo il 10%!! Questo perchè quando si comincia a prendere due o tre stoploss molti tendono a modificare la tecnica se non cambiarla addirittura, trovandosi dopo una serie di operazioni ad operare con una tecnica diversa da quella con cui aveva cominciato ed in continua evoluzione (dato che sicuramente al primo stop loss la cambierà nuovamente!). Cambiare o modificare continuamente una strategia altera la varianza statistica della stessa, paradossalmente un trader che continua a cambiare, potrebbe vivere solamente i periodi di varianza negativa di ogni tecnica che prova. Provo a spiegare meglio questo concetto: supponiamo una tecnica che abbia una percentuale di vittoria del 60%, questo vuol dire che si vincono 6 trade su 10. Lo sfortunato trader ora si trova a vivere i 4 stoploss previsti dalla statistica uno dietro l’altro. Decide quindi di cambiare tecnica, ed ecco che arrivano altri stop loss, mentre se avesse continuato ad essere metodico e seguire il suo piano avrebbe finalmente vissuto la varianza positiva della statistica vincendo gli altri trade in modo non solo da recuperare le perdite subite, ma addirittura guadagnare grazie alla corretta gestione del money management.
I trader che mi seguono lo fanno anche per imparare ad essere costanti e metodici, perchè io lo sono. Insegno loro a vivere uno StopLoss come un fatto statistico intrinseco nel nostro metodo e di attendere pazientemente che ci si presenti la prossima opportunità di trading, perchè come vi spiegherò nel dettaglio in uno dei prossimi articoli, non sapremo mai l’esito del prossimo trade.. l’unica cosa che possiamo fare sempre è quella di controllare il rischio preso…. e noi lo facciamo!
Concludendo, vi invito a non cambiare il vostro metodo di trading almeno per 3 mesi e poi ne riparliamo, mi farebbe molto piacere sentire le vostre esperienze a riguardo quindi vi invito a commentare o scrivermi direttamente.
Nicola