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Agire o reagire?

Agire o reagire

I traders di successo agiscono di fronte alle condizioni di mecato e non reagiscono. Questo vuol dire che una volta riconosciuto il proprio setup occorre inserire l’ordine prima che il mercato si muova, invece di attenderne una conferma. Agire vuol dire vivere il mercato e vi faccio subito un esempio pratico: nei webinar settimanali che tengo, e chi mi segue lo sa, traccio i livelli chiave e indico chiaramente dove mi aspetto un segnale e di che tipo.. se quel segnale arriva, e se arriva proprio li dove me lo aspettavo, allora metto l’ordine ad occhi chiusi, senza attendere conferme di nessun tipo… è questo che intendo per anticipare il mercato (e non effettuare azzardi, sia chiaro!). L’autore Mark Douglas in Trading in the Zone dice che il risultato di una qualunque decisione operativa basata su un determinato setup grafico ha sempre e comunque una componente casuale. Questo vuol dire che anche se ci trovassimo di fronte al setup più bello del mondo non abbiamo nessuna certezza matematica della sua riuscita.. quindi il problema non è il mercato, ma il trader! Statisticamente parlando noi dobbiamo tradare tutti i setup (validi ovviamente) che il mercato ci presenta e gestire correttamente il money management senza saltarne alcuno, altrimenti rischieremo di tradare i setup che ricadono nelle 3 volte su 10 che falliscono e tralasciare quelli validi. L’utilizzo di un corretto rapporto risk reward, farà il resto.

Vediamo ora un paio di esempi di come l’esitazione, generata da paura o avidità, possa ostacolare un trader ad arrivare a guadagnare costantemente.

Esempio 1: mancare un’opportunità

Abbiamo identificato un’ottima occasione di acquisto su un supporto, ne stabiliamo correttamente il rischio calcolandoci la size di ingresso e a questo punto subentra l’esitazione e l’operazione non viene inserita a mercato.  Perchè? Per paura di perdere? Mancanza di fiducia nelle proprie capacità? Intanto il mercato parte nella direzione che avevamo previsto e a questo punto scattano mille meccanismi mentali del tipo “Sapevo che avrei dovuto farla!” o cose del genere ed il nostro capitale psicologico diminuisce al punto di ripetere lo stesso identico errore all’occasione successiva o peggio ancora di buttarci a mercato per ripicca! E’ anche per questi motivi che bisogna avere un piano di trading e seguirlo alla lettera. Plan your trade and trade your plan.

Esempio 2: chiudere una posizione in profitto

Abbiamo la nostra bella posizione in pofitto ma qualcosa sta cambiando, il momentum sta diminuendo oppure siamo in prossimità di una news importante. Un trader che agisce avrebbe ringraziato il mercato e preso profitto, uno che reagisce avrebbe esitato, questa volta per avidità, per “vedere che cosa succederà” o per il desiderio di realizzare ulteriori profitti. Nella migliore delle ipotesi se ne uscirebbe con un guadagno inferiore, nel caso peggiore con una perdita!

Concludento, bisogna sempre avere un piano di trading e seguirlo sempre senza esitazioni perchè si sa che nel trading non esistono certezze ma noi, come traders, dobbiamo vivere il mercato in maniera attiva.

Nicola